Non si può fare a meno di pensare a Genova. Il paragone può sembrare facile, ingenuo, eppure ormai siamo parte di una generazione segnata da quel fatto, da quei fatti. Ed ogni volta che succede una tragedia in circostanza apparentemente simili, sale immediatamente la rabbia, la paura anche, di essere precipitati in un sistema "ecocratico", dove commanda solo l'economia, il denaro, l'interesse, spalleggiata da una potente forza di repressione pronta a tutto per difendere gli interessi dei pochi privilegiati.

La notizia è ancora troppo recente, probabilmente non si può già da ora designare un colpevole. Eppure apprendere la morte di un uomo al G-20 fa istintivamente tornare in mente brutti ricordi, riavviva brutte ferite. Ne sapremo di più nei giorni prossimi, per ora qualsiasi analisi, senza inchiesta, è prematura. Per alcuni la morte è legata agli scontri, per altri invece è una coincidenza. Sicura invece proprio la notizia degli scontri, finiti con almeno 32 arresti tra i manifestanti.

Sperando, con tutto il cuore, che non sia l'ennesima "bavure" della polizia. Che non sia l'ennesima morte innocente, inutile, frustrante. Che le manifestazioni possano, in qualche modo, influire sul G-20, far sentire la pressione della società civile.

per seguire il G20, informazioni su www.crbm.org

"Londra, 1 aprile 2009 - Rappresentano l’80% del prodotto interno lordo del pianeta e due terzi della sua popolazione, ma i G20 non sembrano saper tirare fuori dal cappello del prossimo incontro al via a Londra che le solite ricette: libero commercio sotto l’egida della Wto e salvataggio della vecchia finanza sono, infatti, al centro delle bozze di documento finale che stanno circolando in queste ore e sono finite sulle pagine del Financial Times. "

per non dimenticare mai

carlo giuliani