procès douch

Oggi 17 febbraio si apre un processo storico, che vede alla sbarra degli accusati Kang Kek Ieu, alias Douch, primo delle autorità Khmer Rossi ad essere processato per il genocidio compiuto entro il 75 e il 79.
Douch era a capo del S-21, il principale centro di detenzione e di tortura dove più di 16000 persone sono state ammazzate.vittime S21


Il processo si è aperto con l'intento di non giudicare solo gli atti di un unico individuo bensi' l'intero sistema che permise
quest'orrore. L'obiettivo del processo è anche che la Cambogia si ricordi di questi 4 anni durante i quali furono ammazzati più del 20% della popolazione dai maoisti di pol pot, ossia circa 1,3 milioni di persone (le stime variano; queste sono quelle date da Amnesty), attraverso la carestia, la tortura, i lavori forzati nelle fattorie comuni, dove chi non produceva non mangiava. Il regime creo'
una spirale di omicidi senza fine né "logica", se cosi si puo' dire: infatti non si ammazzava in base ad un'ideologia ben precisa. Chi veniva arrestato doveva fornire una lista di conoscenze, presunti traditori, alle autorità: se non lo faceva veniva torturato ed ammazzato. Il sistema si basava quindi sulla delazione senza senso: la sete di potere e la paranoia propria ai regimi totalitari è costata la vita a persone colpevoli solo di vivere in quel determinato momento storico.

Bisogna pero' evitare che Douch sia il capro espiatorio, dimenticando gli altri assassini: anche gli altri responsabili devono essere giudicati pubblicamente. Infatti 4 altri responsabili devono essere giudicati per le loro responsabilità nel genocidio, anche se la loro età avanzata fa temere che non arriveranno al processo.ministri klers

Il documentario di rithy Panh, S-21, la macchina di morte Khmer rossa, uscito nel 2004, è un bellissimo film che attraverso gli occhi di alcuni sopravissuti ma anche di torzionari ripercorre i massacri commessi nel centro di retenzione,
nell'intento, impossibile, di spiegare il perché di questa macchina di morte. e forse questo è il più difficile, per le vittime: dover accettare di essere stati pura carne da macello, senza un perché al quale aggraparsi: non erano nemici, oppositori o colpevoli di niente. Non si puo' neanche parlare di odio razziale, visto che i Khmer rossi hanno ammazzato i loro propri connazionali. Nessun genocidio puo' essere giustificato, ma si possono cercare di capirne le ragioni, per quanto folli. I Khmer rossi non hanno lasciato neanche questo alle loro vittime.s 21

posted by DiffidaDiffondi @ 15:40 - martedì, 17 febbraio 2009
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