"Se a 28 anni vai al lavoro in bicicletta e di notte percorri via dei Fori Imperiali per tornare a casa non crederai mai che all'improvviso un taxi ti piombi addosso come un missile. Sono anni che ti sposti in bicicletta in questa folle e splendida città. Tante volte ti è capitato di sentirti in pericolo circondata da automobili e scooteroni. Hai visto negli occhi quelle persone che guidano con rabbia e violenza. Nella vita sembrano persone affidabili ma quando posano le mani sul volante e il piede sull’acceleratore cambiano. Li vedi quando non rispettano la precedenza agli incroci, attraversano con il rosso i semafori, non si fermano davanti ai pedoni che attraversano sulle strisce, si lanciano a tutta birra non appena vedono un po’ di strada libera, parcheggiano in doppia fila o sul marciapiedi, aprono gli sportelli senza prima guardare dietro. Tutto per recuperare qualche minuto in più per una vita persa in mezzo al traffico. Spesso ti sei ritrovata a difendere con le unghie e con i denti il tuo diritto ad esistere sulla strada con la tua bicicletta senza alcun motore oltre la forza muscolare. Ma una vigliaccheria del genere non te l’aspettavi proprio. Non ce l’aspettavamo noi. Essere travolta alle spalle da un’automobile su via dei Fori Imperiali ti sorprende."
Il rischio di mortalità per chi pedala è di 2,18, il più alto in assoluto: per le auto è pari a 0,78, per i camion è 0,67, per i ciclomotori 1,06 e per le moto 1,96Ciclisti, un morto al giorno. La bici più pericolosa della moto
E' come se ogni anno sparissero tutti i ciclisti del Giro e del Tour.
Ogni giorno infatti in Italia perde la vita un ciclista e 40 sono finiscono in ospedale per ferite più o meno gravi E' quanto emerge da un'inchiesta pubblicata sull'ultimo numero del Centauro, organo ufficiale dell'Asaps, che vi raccontiamo in anteprima. I numeri parlano di una vera emergenza perché secondo le statistiche nel 2007 (fonte Istat) in 15.713 incidenti sono morti 352 ciclisti, +11% rispetto al 2005, 14.535 sono rimasti feriti +16,5%. Insomma parliamo di quasi 1000 morti negli ultimi 3 anni.
E chi obietta che rispetto ai 6000 morti l'anno per incidenti stradali le vittime che pedalano sono poca cosa sbaglia di grosso: il rischio di mortalità, calcolando come valore medio 1, per i ciclisti è 2,18, il più alto in assoluto, più del doppio rispetto al valore base. Si pensi che per le autovetture il tasso di mortalità è pari a 0,78, per i camion è 0,67, per i pullman 0,48, per i ciclomotori 1,06. Le moto fanno peggio (1,96) ma non arrivano al livello dei ciclisti.
Non solo. "La percentuale dei ciclisti - spiegano all'Asaps - fra le vittime della strada è passata dal 5,3% del 2004 al 6,9% nel 2007. Quella dei feriti è passata dal 3,7 al 4,5%. E l'analisi dei dati non è meno preoccupante perché si scopre che i bambini da 0-14 anni che hanno perso la vita con la bici nel 2007 sono stati 12 (11 maschi e 1 femmina). Due nella fascia fino a 5 anni (di cui uno trasportato), 1 in quella che va da 6 a 9. Nell'età da 10 a 14 anni si conta il numero più alto in assoluto con 9 morti, mentre le vittime fra gli over 65 sono 170 (141 maschi e 29 femmine), pari al 48%".














La massa critica (spesso chiamata col termine inglese critical mass) è un raduno di bici che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico. Se la massa è sufficiente, il traffico non ciclistico viene bloccato anche su strade di grande comunicazione, Nonostante questa descrizione, la massa critica è un evento spontaneo privo di struttura organizzativa formalizzata. Il fenomeno si è sviluppato, a partire da Sn Francisco dove nel 92 si svolse la prima Critical Mass, in molte grandi città e consiste in appuntamenti convenzionali ("coincidenze organizzate") di ciclisti che attraversano insieme tratti di percorso urbano in sella ai loro mezzi......


un po di buone ragioni