"Tutto è diventato cosi facile oggi che non si prova più piacere per nulla. Il capire qualcosa è una gioia, ma solo se legato ad uno sforzo".(T.Terzani)
About
Nome: raffa "A man needs to travel. By his means, not by stories, images, books or TV. By his own, with his eyes and feet, to understand what is his. For some day planting his own trees and giving them some value. To know the cold for enjoying the heat. To feel the distance and lack of shelter for being well under his own roof. A man needs to travel to places he doesn't know for breaking this arrogance that causes us to see the world as we imagine it, and not simply as it is or may be. That makes us teachers and doctors of what we have never seen, when we should just be learners, and simply go see it." Amyr Klink
Invito per l'iniziativa del 9 Dicembre alla Sapienza “RIVOLTIAMO LA POLITICA” in vista del vertice di Copenhagen sui cambiamenti climatici (http://en.cop15.dk).
Organizzato da: associazione ECORIFLESSOhttp://www.ecoriflesso.org
con la partecipazione del GRUPPO delle CINQUE TERRE
L'appuntamento per l'incontro dibattito è all'edificio Castelnuovo di MATEMATICA
aula 3 dalle ore 16,00 fino alle 20,00 verterà su due temi generali:
1)Un nuovo modo di pensare l'organizzazione politica attraverso un movimento e uno statuto ecologista ( http://ecorifletto.blogspot.com/ ) che si basa sulla dinamicità e la condivisione delle conoscenze e degli intenti;
2)Gli attuali problemi energetici e gli strumenti che abbiamo o potremo avere a disposizione per contrastarne danni e abusi. Analisi e proiezioni su scenari futuri riguardanti un altro MOnDO possibile e nuovi paradigmi culturali ecosostenibili per cambiare una società malata e dannosa per l'intero pianeta. l'ecologo presenta i principi ed il funzionamento di un possibile statuto
Alcuni dei partecipanti;
Nitamo Montecucco presidente club di budapest Italia
Massimo Scalia: presidente ass. movimento ecologista
Angelo Bonelli Presidente dei Verdi
Dario Tamburrano: grillini Roma
Sergio Mazzanti: coordinatore per il bene comune Lazio
Claudio Capobianco associazione ecoriflesso
Luca Falconi Geologia Senza Frontiere
Maurizio di Gregorio Fiori Gialli
Enrico Del Vescovo presidente Italia nostra dei Castelli Romani
Massimo Piras non bruciamoci il futuro
Moderano:
associazione ecoriflesso e Gruppo delle Cinque Terre
Tutti i presenti, le organizzazioni, le associazioni, ecc.,ecc. potranno partecipare
all'iniziativa ed al dibattito liberamente in loco.
L'Australia ha annunciato che abbatterà 6000 dromadari selvaggi. La notizia, purtroppo, non è una burla: gli abitanti della zona di Docker River, nel nord del paese, temono che gli animali, assettati per colpa della siccità, diventano pericolosi per la loro sicurezza. La siccità che colpisce questa zona sta infatti spingendo questi animali selvaggi verso le zone abitate, in cerca di acqua e di vegetazione per nutrirsi.
La presenza dei dromadari in Australia può lasciare perplessi: infatti sono stati introdotti nel paese dall'uomo nel 1840; sono stati poi abbandonati e si sono quindi riprodotti in maniera esponenziale. Ma quest'intervento dell'uomo contro quello che si potrebbe definire lo stato naturale non sembra essere il problema di Luke Bowen, responsabile della gestione delle bestie. Per lui," l'invasione" dei dromadari è "degna di una delle dieci piaghe della Bibbia, e mette l'ambiente in pericolo". Facile modo di rovesciare il problema, incriminando la conseguenza di un errore dell'uomo. E paragonando la situazione ad un evento biblico, per sottrarre l'uomo alle sue responsabilità.
Nelle ultime otto generazioni, l'ecosistema del paese è stato cambiato profondamente, con l'introduzione di piante e vegetazione europee e la conseguente distruzione della fauna e flora precedente. L'agricoltura intensiva ha peggiorato la siccità del paese. La produzione elevata di grano, carne e latte è costata una delle deforestazioni più spettacolari del 20° secolo ( 530 000 ettari di foresta spariscono ogni anno).
Una delle conseguenze di questa attività dell'uomo è l'aumento del sale nelle acque, sale che mette in pericolo l'agricoltura del paese.
L'equilibrio dell'ecosistema è stato rotto, ingranando un meccanismo irreversibile di desertificazione del continente, che conta 70% di terre aride sulla sua superficie.
Con un consumo di acqu superiore del 30% alla media dei paesi dell'OCDE, gli australiani non aiutano di certo a invertire la tendenza. A ciò si aggiungono le pratiche industriali di irrigazione, che sprecano enormi quantità di acqua.
Ma si abbattono i dromadari.
2 ottobre: Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza: Inaugurazione della Marcia: Città dell "Altra economia", via di Monte Testaccio, ore 11:00.
Una proposta concreta di mobilitazione sociale senza precedenti che accomunerà tutti i continenti in un unico percorso, quello della pace. 6 continenti, 90 paesi, 160.000 km di strada.
2 ottobre: "Sangue e Cemento": Circolo degli Artisti, via Casilina Vecchia 26, ore 21
Il Gruppo Zero presenterà il documentario d'inchiesta sul terremoto in Abruzzo del 6 aprile "Sangue e Cemento" con una performance di attori e musicisti. Il documentario uscito in allegato ad un saggio di Marco Travaglio e vignette di Vauro Senesi è disponibile in libreria. Il Circolo degli Artisti ospiterà la mostra delle vignette di Vauro Senesi presenti nel libro . Tra gli ospiti ci saranno: Paolo Calabresi , Alessandro Mannarino, Max Bruno, Valerio Aprea, Carlo De Ruggieri Gruppo zero. 3 ottobre L'informazione non si fa mettere il guinzaglio Piazza del Popolo, ore 16:00
dal sito della Federazione Nazionale Stampa Italiana:
La Segreteria della Federazione nazionale ha proposto alle forze sindacali e sociali di tenere sabato 3 ottobre prossimo a Roma una “manifestazione civica” per la libertà dell’informazione, difendendola da ogni tentativo di depotenziarne la funzione costituzionalmente garantita e di indurre silenzi non dovuti.
3-4 ottobre: A ROMA L'ASSEMBLEA NAZIONALE MOVIMENTI PER L'ACQUA 3-4 OTTOBRE
Centro Studi Centofiori, Via Goito 35/B, Roma
Il calendario dei lavori:
Sabato 3:
* ore 9.30 – 12.30 tema: vertenze territoriali del movimento per l’acqua
* ore 13.30 – 16.30 tema: iniziativa nazionale del movimento per l’acqua
* ore 17.00 – 20.00 tema: iniziativa internazionale del movimento per l’acqua
Domenica 4:
* ore 9.30 – 11.30 tema: l’organizzazione del Forum italiano dei movimenti per l’acqua
* ore 12.00 – 15.00 Assemblea plenaria e di sintesi
il documentario di Rob Stewart denuncia il massacro che subiscono gli squali, in particolare nelle mari del Costarica, dove la pesca ad oltranza sta decimando la specie, alimentata dall'isteria collettiva dovuta alla paura di questo animale che è responsabile della morte di 5 persone all'anno. Molto meno che il fumo, l'inquinamento, o le armi da fuoco.....ma gli squali sono fonte di un commercio ultra redditizio, che ne fa un bersaglio della mafia locale, aiutata dal governo che protegge di fatto la caccia dalla quale vengono ricavati le pinne, merce di lusso e simbolo di status symbol nei paesi asiatici. Anche la zuppa fatta dagli squali riscuote molto successo (fino a 70 euro una singola ciottola), incrementato dal fatto che facendosi sempre più rari, questi animali sono sempre più ricercati, secondo la folle logica che ci fa desiderare sempre di più l'impossibile, anche quando non ha senso. D'altronde quando si ha già tutto, bisogna pur inventarsi qualcosa di nuovo da desiderare, per fare passare la noia...
In Costa rica, nelle isole galapagos e cocos il 90% degli squali si sono estinti.
Nonostante ci siano dei parchi naturali dov’è vietata la caccia, il governo corrotto fa affari con la mafia, che detiene il monopolio del traffico verso l’Asia.
Ma oltre all'indignazione davanti alla crudeltà di questa pratica, il cosidetto finning (gli squali vengono pescati, gli si tagliono le pinne e poi vengono ributati in mare mezzi vivi mezzi morti, agonizzanti, perché la loro carne non ha abbastanza valore economico ed è troppo ingombrante), il documentario sottolinea giustamente che come ogni altra specie, anche gli squali sono fondamentali all’ecosistema; se si rompe la catena alimentare, le conseguenze sono molto piu importanti di quelle che possiamo immaginare. Creiamo un vuoto nell'ecosistema che ha conseguenze disastrose per l'ambiente. Una fra tante, l'invasione delle meduse, l'aumento esponenziale dei pesci piccoli e dei molluschi, con il degrado della qualità dell'acqua.
Distruggiamo l’ecosistema e lo sappiamo perfettamente. siamo in una spirale autolesionista che coinvolge le altre specie. Come dice Paul Watson, cofondatore di Greenpeace e poi fondatore di Sea Shepherd, "siamo dei primati fuori controllo, che si prendono per dei e che pensano di poter decidere della vita e della morte degli altri esseri viventi."
Cosi il documentario di Yann Arthus Bertrand, fotografo famoso per le sue mostre sulla "terra vista dal cielo", descrive l'impatto dell'uomo sul pianeta negli ultimi cinquant'anni. Cinquant'anni di produzione esponenziale, di crescita smisurata, alla quale corrispondono ulteriori richieste e bisogni, il tutto ad un ritmo infernale, che la terra fa fatica a seguire. Il risultato, una lunga lista di danni causati all'ambiente, alcuni in modo irreversibile...
Alcuni dati:
AGRICOLTURA : - 3/4 delle varietà sono sparite per colpa della standardizzazione dell' agricoltura - dal 1950 gli scambi commerciali sono stati moltiplicati per 20
PESCA: - 3/4 delle zone di pesca sono in via di estinzione - la pesca è stata moltiplicata per 5 dal 1950
ACQUA: 1/10 dei grandi fiumi non raggiunge più l'oceano più mesi all'anno - le riserve e i pozzi scarseggiano, in India 30000 pozzi sono stati abbandonati - lo scioglimento dei ghiacciai provoca l'innalzamento dei mari, fino ai 7 metri
FORESTE: - l'Amazzonia ha perso 1/5 della sua superficie negli ultimi 40 anni, principalmente per le colture di soja a destinazione del bestiame - Nell'isola di Pasqua o a Hati, la deforestazione ha causato l'erosione dei suoli e la conseguente impraticabilità delle colture
e la lista è ancora molto, molto lunga....
Tutto è legato. Atmosfera, terra, acqua, fuoco, tutti gli elementi fanno parte di un ciclo naturale interdependente. se si rompe, cosi com'è stato fatto negli ultimi 50 anni, è tutto l'equilibrio del pianeta che ne risente.
Il film si conclude però con una nota positiva, ottimista. Educazione, solidarietà, sono alcune delle risorse infinite sulle quali possiamo contare. Per invertire la tendenza, prima che sia troppo tardi.
Peta.org organizza la settimana "meat's not green", per sensibilizzare i non vegetariani all'impatto del consumo della carne sull'ambiente...smettere, o almeno diminuire, il consumo di carne, potrebbe aiutare a migliorare il nostro impatto sul pianeta: per esempio l'acqua e il cibo utilizzato per gli animali di allevamento potrebbero essere ridistribuiti a chi soffre di malnutrizione; ma pensiamo anche a tutto lo spazio utilizzato dagli allevamenti, o alle emissioni dovute al trasporto di carne...
senza dimenticare che si eviterebbero cosi sofferenze inutili!
Environmental Warning: Meat's Not Green
Climate change has been called humankind's "greatest challenge" and the world's most grave environmental threat, but what is the leading cause of our climate crisis? Is it driving an SUV? Nope. Factories? Nope. Planes? Nope. These are the first things that come to mind, but the leading cause of climate change might actually be on your dinner plate.
According to a 2006 U.N. report, the meat industry produces more greenhouse-gas emissions than all the cars, trucks, planes, and ships in the world combined—providing further evidence that meat's not green. These gases worsen climate change and might lead to catastrophic disasters—like droughts, floods, hurricanes, rising sea levels, and disease outbreaks—unless we drastically reduce the amounts emitted into the atmosphere.
Istanbul: manifestazione in difesa dell'acqua, 17 arresti
Alle 12 di questa mattina sotto gli occhi della stampa internazionale, la polizia in tenuta antisommossa ha caricato i circa 300 manifestanti del Forum Alternativo dell'Acqua ad Istanbul, riunitisi per protestare contro l'inizio dei lavori del Quinto Forum Mondiale dell'Acqua
Dopo un breve scontro violento il corteo è stato disperso con l’uso di idranti. Numerose le persone coinvolte negli scontri. Arrestati 17 attivisti turchi, di cui al momento non si hanno notizie certe. Una delegazione internazionale del Controforum si è recata presso la stazione di polizia per avere notizie degli arrestati, mente un’altra delegazione si è recata al Forum ufficiale per rendere noto quello che era successo.
Manganelli e idranti per disperdere centinaia di persone accorse a Istanbul da tutto il mondo per manifestare pacificamente contro il World Water Forum e per difendere l’acqua, bene di tutti e di nessuno, dal mercato e dalle privatizzazioni. L’incontro organizzato dal Congresso Mondiale dell’Acqua sotto l’egida di multinazionali, della Banca Mondiale e dei governi che vogliono vendere e spartirsi l’acqua del pianeta, è iniziato questa mattina con la carica della polizia in assetto antisommossa. 17 gli arresti, tutti attivisti dei sindacati e dei movimenti della sinistra turca che si richiamano al movimento di Platform, decine le persone contuse coinvolte negli scontri. A nulla è valsa la presenza della folta delegazione internazionale, tra cui numerosi esponenti del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, la rete interamericana Red Vida, la Rete europea dei movimenti per l’acqua e quella africana ed asiatica, per dissuadere l’intervento violento della polizia turca, più volte accusata dalle forze sociali locali e dai report di alcune organizzazioni internazionali, di gravi violazioni dei diritti umani.
I diciassette arrestati sono adesso all’ospedale per i controlli di routine. Nelle prossime ore – come ci è stato riferito dall’avvocato – continuerà la negoziazione fra polizia e sindacati per un loro possibile rilascio, o saranno giudicati per direttissima già in giornata.
La carica della polizia e l’arresto dei manifestanti è stata considerata dagli attivisti del Controforum un grave atto intimidatorio. Al grido di “L’acqua è vita, libertà”, è stato urlato il dissenso contro i militari, che hanno attaccato con violenza chi manifestava pacificamente perché l’acqua fosse un bene comune.
La protesta e il risultato degli scontri sono stati portati anche all’interno del World Water Forum dove in queste ore una delegazione di attivisti sta contestando i delegati del Forum ufficiale. Nei prossimi giorni, il Controforum avanzerà le proprie proposte, che verranno lanciate negli incontri e nei seminari previsti e in alcune conferenze stampa.