Il Belgio, come numerosi altri paesi europei, deve fare fronte ad una sovrappopolazione nei carceri. Ma il paese ha scelto una via del tutto nuova per "rispondere" al problema, o meglio per aggirarlo: esportare i suoi detenuti in Olanda. A due condizioni: che i detenuti non presentino "rischi di evasione" (che sia stampato sulla fronte del detenuto? o nel suo dna?) e che la misura sia provvisoria, ossia non ecceda i tre anni. Cosi contro la modica cifra 30 milioni di euro all'anno, abracadabra, la Olanda accoglierà 500 detenuti belgi.
Nell'era della mondializzazione, si possono delocalizzare anche i detenuti.

Felici i belgi, che si sbarazzano temporaneamente del problema. La situazione nei carceri è al limite dell'esplosione, e pochi giorni fa un detenuto è morto dopo uno scontro.
In Olanda invece 2000 celle sono libere. Non solo perchè diminuisce la criminalità, ma anche perché il paese privilegia le misure alternative all'imprigionamento, come i bracciali elettronici (che poi le due cose siano legate sembra anche ovvio, meno repressione porta sicuramente ad una diminuzione della violenza).

Perché quindi il Belgio non ha deciso di copiare il suo vicino e di favorire misure alternative al carcere piuttosto che chiudere gli occhi facendo finta di non essere alle prese con un grave problema?
Meglio ancora...l'idea seduce gli altri paesi, Francia per prima che ha un tasso di 120% di sovrappopolazione nei carceri, peggio che in Belgio.

Notizia parallela a quella della morte di Stefano Cucchi, massacrato di botte e poi lasciato morire al carcere di Regina Coeli a Roma, senza che i genitori abbiano potuto neanche vederlo...
Morire di carcere, questa è la realtà delle prigioni europee...
detenuto2

posted by DiffidaDiffondi @ 22:03 - sabato, 31 ottobre 2009
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Commenti
#1    04 Novembre 2009 - 11:51
 
Tema scottante e di difficile soluzione...
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- carcere, violenza, libertà, gabbie -