Il 19 ottobre un finto rappresentante della camera di commercio degli Stati Uniti annuncia durante una conferenza stampa che la sua organizzazione sostiene ora la lotta contro il cambiamento climatico..
Data l’avversione di tale organo (che raggruppa non meno di 3 millioni di imprese) per questa tematica e per la politica dell’amministrazione Obama in tale senso, la svolta è storica…..
E tutti i media trasmettono subito la notizia.
Finché non interviene un altro rappresentante della Camera del commercio, ufficiale questa volta. Cerca di smascherare il primo interlocutore, senza però rispondere alle domande della stampa sulla reale posizione della Camera di Commercio americana riguardo all’ambiente. Alla domanda su chi è veramente, il finto rappresentante risponde invece “sono quello che rappresenta la posizione che la Camera di Commercio dovrebbe assumere”.
L’uomo è in realtà Andy, uno dei due membri degli Yes Men, specializzati nell’attivismo contro le multinazionali. La loro arma è lo scherzo, la presa in giro, le truffe mediatiche per costringere le multinazionali ad affrontare determinati argomenti scottanti. E a mostrare cosi il loro vero volto. Il miglior attacco è la provocazione, che si basa però sempre su un fondo di verità. E questa è la loro forza: il loro lavoro consiste semplicemente nell’urlare al mondo ciò che tutti sanno ma che viene taciuto. E funziona, perché con le loro azioni creano una serie di conseguenze a scoppio ritardato, soprattutto causando danni all’immagine della multinazionale.
Il documentario che racconta tutte le loro azioni è uscito quest’anno: The Yes Men fix the world. I due hanno una lunga lista di azioni: la Dow, che ha visto il suo titolo crollare in borsa dopo uno scherzo dei due, Exxon Mobil, G. Bush, l’OMC…













