TEGUCIGALPA - L'esercito honduregno ha sparato contro le migliaia di manifestanti pro-Zelaya, radunatisi allo scalo internazionale di Tergucigalpa, uccidendo almeno 2 persone secondo il bilancio ancora provvisorio della polizia. Il presidente destituito dal golpe, che avrebbe voluto tornare nel paese stamattina, e' stato costretto ad atterrare in Nicaragua in quanto le piste dell'aeroporto della capitale sono completamente occupate dai soldati. (Agr)

Isis Obed Murillo tenía 19 años, pero su cara era la de un niño. Su nombre será recordado con tristeza y con rabia en Honduras, porque ayer -a eso de las cuatro de la tarde y frente al aeropuerto de Tegucigalpa- un soldado cuadró su rifle, apretó el gatillo y la bala asesina -¿hay alguna que no lo sea?- entró por la nuca del muchacho. Isis estaba allí para esperar un regreso que no se produjo. El de Manuel Zelaya, presidente de Honduras hasta que un comando del Ejército lo secuestró y lo sacó del país para, inmediatamente después, colocar en su lugar a un tal Roberto Micheletti, cuya frase más repetida es: "Esto no es un golpe de Estado".
leggi il seguito dell'articolo del pais.com
Il corpo incarcerato è un documentario di lemonde.fr sul mondo delle carceri, attraverso la testimonianza di 4 ex detenuti che raccontano come il carcere ti spodesta del proprio corpo, alienandolo come se non fosse più tuo ma solo un oggetto. Il corpo diventa un oggetto nelle mani di qualcun’altro.

Il corpo perquisito
Umiliazione, fisica e mentale. Non hai più nessun diritto sul tuo corpo.
Mettersi a nudo e subire la perquisizione totale del tuo corpo, come se fosse un semplice oggetto.
Ricatti pscicologici.
Il corpo dell’altro
La prima confrontazione è la solitudine, non hai neanche uno specchio per verderti interamente, non hai più lo sguardo dell altro.
Il piacere è quasi impossibile, la sessualità impedita, non cè più spazio per il pudore.
La prigione rende sessualmente malatto, non puoi avere relazioni sessuali normali, ti racchiudi nella tua sessualità ed è difficile accettare altre mani sul proprio corpo.
Il corpo malatto
Raccontano la lenta desintegrazione del corpo, la perdita dei capelli, la vista che si abbassa, i denti che si perdono (non si fa troppo attenzione dentro perché “non hai nessuno a cui sorridere”). Si mangia male, i prigionieri sono poveri e la prigione non fa che peggiorare questa situazione, è un circolo vizioso.
La prigione ti rende brutto.
Tutto è visuale, punti tutto sul corpo, sui muscoli, ti costruisci una corazza. Curi la vetrina e non quello che c’è dietro, come una barriera contro l’esterno.
Ma paradossalmente ti distruggi ancora di più il fisico, perché è sport fatto male, non intelligenza dello sport, ma brutalità.
Mutilazione perché non hai altri modi di attirare l’attenzione, per provare anche che sei più forte, resistente, che sei padrone del tuo corpo, puooi gestire la tua vita e la tua morte.
Il corpo liberato
La morte in prigione è una liberazione, ti sei “sostratto alla giustizia”. La morte è una procedura amministrativa.
La situazione dei carceri in Italia
Sono 63.217 le persone detenute nelle carceri italiane a fronte di una capienza massima di 43.117. Questi sono alcuni dei dati aggiornati al 9 giugno 2009 curati dalla Redazione di Ristretti Orizzonti in collaborazione con la Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia nello “Speciale sovraffollamento”. I dati mostrano come il tasso di sovraffollamento nelle carceri italiane sia elevato, attestandosi intorno al 146%, rispetto al 121% del 2008 e al 132% del 2009. Nelle carceri il tasso di persone detenute è in costante aumento, a differenza del tasso di organico della Polizia Penitenziaria che è sempre inferiore alla presenza del personale previsto, con una percentuale dell'86,2%.
Dossier "Morire di carcere"
I primi sei mesi dell'anno si chiudono con un bilancio da "bollettino di guerra" per le carceri italiane: in 181 giorni sono morti 89 detenuti (1 ogni 2 giorni, in media) e 34 di loro si sono suicidati.
In 10 anni (2000-2009) i "morti di carcere" sono stati 1.449 e sembrano esserci le premesse perché a fine anno la "quota" di 1.500 sia raggiunta e superata. Nello stesso periodo i detenuti suicidi sono stati 514, con un massimo storico nel 2001 (69 casi), che quest'anno "rischia" anch'esso di essere oltrepassato.
Precisiamo che i dati relativi al 2009 rappresentano una "anticipazione", rispetto a quelli del Ministero della Giustizia (diffusi solitamente con notevole ritardo), mentre quelli riferiti agli anni precedenti sono "ufficiali", ma il nostro Dossier ha appunto l'obiettivo di tenere desta l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sulle "morti di carcere".

Una nave con bandiera nord-coreana, la Kang Nam 1, è stata avvistata ai primi di giugno dalle fonti di intelligence sud-coreane. L’imbarcazione era diretta verso il porto di Thilawa, a 30 km da Yangoon e si sospetta che trasportasse armi verso la Birmania.
Non è la prima volta che navi nord-coreane effettuano questo tragitto: nel maggio 2007, il ministro degli esteri birmano aveva pubblicato una circolare per giustificare l’attracco di una nave nord-coreana in Birmania per “motivi umanitari”.
Proprio oggi però si è saputo che la nave, avvistata dal cacciatorpediniere americano Uss Jonh McCain a 400 km da Hong Kong, ha cambiato rotta e si dirige verso Nord, anche se i servizi i intelligence non sanno ancora dove sia diretta di preciso.
Nonostante le minacce da parte della Corea del Nord -aveva dichiarato che se la nave fosse stata fermata l’avrebbe preso come una dichiarazione di guerra - è probabile che il governo di Pyongyang abbia deciso di fare marcia indietro di fronte alle numerose reazioni internazionali, a cominciare da quella dell’amministrazione Obama, che si è detta pronta ad affrontare qualsiasi minaccia di Pyongyang nella regione.
Del resto anche la Cina, sebbene sia uno dei più potenti alleati di Kim Jim Song, è da sempre contraria questo scambio e collabora attivamente alla cessazione del commercio illegale tra i due paesi ; e inoltre secondo la Radio Free Asia nei giorni scorsi la stessa la Birmania aveva informato l’ambasciatore nord-coreano che le Nazioni-Unite non avrebbero accettato che la nave attraccasse in caso trasportasse armi o altri materiali banditi.
La Corea del Nord non è al suo debutto nella provocazione militare. Nell’ottobre del 2006, (aveva) ha effettuato per la prima volta dei test nucleari; lo scorso 5 aprile ha effettuato il lancio di un missile che ha sorvolato il territorio giapponese, lancio immediatamente condannato dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Il consiglio di sicurezza è stato poi convocato in sessione straordinaria il 26 maggio in risposta ai nuovi test nucleari effettuati il 25 maggio ed ha approvato la Risoluzione numero 1874, votatando all’unanimità nuove sanzioni che permettono un rafforzamento del sistema di ispezioni “nelle acque territoriali, i porti e gli aeroporti di stato dei cargo da e per la Corea del Nord sospettati di contenere armi”.
La Corea del Nord si è ritirata dal Trattato di non proliferazione nucleare nel 2001, dopo che lo aveva sottoscritto nel 1985. Il trattato proibisce agli stati firmatari non nucleari di fornirsi di tecnologie nucleari belliche. Quanto alla Birmania, lo ha ratificato nel dicembre del 1992; ma sono note da tempo le volontà dei militari di dotarsi di un’arma nucleare: già dal 2007 la giunta ha annunciato volere costruire un reattore nucleare, con l’aiuto della Russia, dopo un accordo siglato tra le due potenze il 15 maggio del 2007.
Nel prossimo Forum Regionale Asiatico (ARF) che si terrà tre il 16 e il 23 luglio, la Corea del Nord dovrà giustificare le sue relazioni con Yangoon e cercare di attenuare le paure dei paesi limitrofi Questi ultimi, in particolare la Tailandia, non vedono di buon occhio la costruzione di un arsenale nucleare illegale in Birmania, e temono per la sicurezza e la stabilità della regione, e si sentono minacciati da questo commercio illecito tra le due potenze militari.
Fino ad oggi l’ARF non aveva mai preso sul serio la possibilità che la Birmania si dotasse di un sistema militare nucleare, e ora per molti analisti la paura è che il paese diventi una “seconda Corea del Nord”.
L’ARF è un forum sulla sicurezza nella regione asiatica, quindi è probabile, e ci auguriamo che la questione del rapporto tra Corea del Nord e la Birmania sia la priorità nell’agenda. Fondato nel 1994, sono 27 le nazioni che vi partecipano, per promuovere il dialogo sulla politica e la sicurezza in Asia.
posted by DiffidaDiffondi @ 11:45 - giovedì, 02 luglio 2009
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Il generale Than Shwe, dittatore a capo della giunta militare in Birmania, ha espresso la sua solidarietà a Ahmadinejad, il presidente iraniano ri-eletto, e sospettato di brogli elettorali. Nessun sospetto invece circa la crudeltà della repressione contro i manifestanti che protestano contro l'esito delle urne.
Intanto in Birmania il processo ad Aung San Suu Kyi è stato rimandato al 3 luglio.
E il paese è sospettato di commerciare armili legalmente con la Corea del Nord, allo scopo di costruirsi un arsenale militare nucleare.
Certo che tra Ahmadinejad e Kim Jim song, Than shwe non poteva scegliere meglio per dimostrare una volta ancora il suo interesse per la democrazia e per i diritti umani...

posted by DiffidaDiffondi @ 15:42 - mercoledì, 01 luglio 2009
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Secondo fonti dell’intelligence sud-coreana, una nave nord-coreana sta trasportando armi per la dittatura birmana e dovrebbe attraccare proprio nei prossimi giorni in un porto a 30 km a sud Yangon, nel porto di Thilawa. Questo scambio di armi viola le direttive Onu che vietano alla Corea del Nord di commerciare armamenti. D’altronde è difficile che la nave venga bloccata, per paura delle reazioni del paese, che minaccia un nuovo conflitto con il sud.
Non è la prima volta che questa nave, la Kang Nam I, trasporta armi per la Birmania. Già nel 2007 i militari alla giunta avevano autorizzato l’attracco del battello, per “motivi umanitari”.
Per vari esperti, la Corea del Nord e la Birmania intrattengono relazioni segrete, e non è escluso che la Birmania stia lavorando a sviluppare un arsenale militare nucleare.
Intanto gli Stati Uniti si sono detti pronti a fronteggiare qualsiasi mossa del regime nord coreano. Pyongyang, da parte sua, replica che responderà a qualsiasi attacco.

ll presidente neo rieletto schiaccia qualsiasi proteste e reaffirma la validità della propria elezione. I giornalisti non sono più ammessi, e le "ingerenze occidentali" vengono denunciate dagli ultraconservatori iraniani.
Intanto...450 arresti....almeno una decina di morti secondo le fonti ufficiali....e un centinaio per le ambasciate a Teheran.
Opporsi è sempre più rischioso.
Per la prima volta i guardiani della pace hanno constatato una irregularità nelle elezioni con 3 milioni di votanti in troppo, aggiungendo però che non cambia niente all'esito delle elezioni. Il consiglio dei guardiani della pace a peraltro ribadito la sua fermezza nel reprimere le manifestazioni di chi “viola la legge”.

Auguri Aung San Suu Kyi
19 giugno 2009
Dai siti e dai blog di tutto il mondo centinaia di migliaia di messaggi di auguri per la leader del partito democratico birmano Aung San Suu Kyi.
La “signora” , come in molti amano chiamarla, compie oggi 64 anni. L’esile figura che che da più di ventanni guida con coraggio e tenacia l’opposizione alla dittatura che governa il suo paese, premio Nobel per la pace nel 1991, e dal 1995 agli arresti domiciliari, è oggi nel carcere di Insein ad aspettare la sentenza dell’ultimo processo in cui è accusata di aver ospitato illegalmente nella sua casa un cittadino statunitense.
L’avvenimento che risale a poco più di un mese fa è ancora avvolto da un alone di mistero. Secondo le informazioni più recenti, l’uomo, John William Yettaw, un mormone americano di 45 anni, avrebbe raggiunto l’abitazione di Aung San Suu Kyi a nuoto, partendo dalla riva opposta del lago su cui si affaccia la casa, e vi sarebbe rimasto per qualche giorno.
L’ospitalità è costata alla leader una nuova condanna che, non appena trapelata la notizia, è stata immediatamente trasferita nel famigerato carcere della capitale, nonostante le sue precarie condizioni di salute, dove dovrà restare fino al giorno della sentenza, prevista per il 26 giugno-
A nulla sono valse le proteste della comunità internazionale, da quelle delle più alte istituzioni a quelle ai singoli cittadini. La giunta birmana ha aspettato pazientemente che passassero i giorni “caldi” delle prime pagine mondiali e si prepara ora ad emettere il verdetto su Aung San Suu Kyi protetta dal silenzio stampa.
Perpetuare gli arresti alla signora è per i generali l’unico modo di assicurare stabilità al proprio potere. Le libere elezioni, indette per il 2010 come promessa di buona condotta alla comunità internazionale, sono ormai alle porte e i militari non vogliono correre il rischio di perderle una seconda volta.
Nel 1992, in seguito alla stragrande vittoria del partito democratico, la giunta si vide costretta a riprendere il potere con la forza e ciò provocò l’adozione di molteplici risoluzioni cui si condannavano aspramente le ripetute violazioni di libertà politiche e diritti umani sia da parte delle Nazioni Unite che dell’Unione Europea che di singoli governi.
Il rinnovo degli arresti di Aung San Suu Kyi con una motivazione quasi legittima -secondo la legge birmana si tratta di “violazione di detenzione”- sarebbe quindi un buon escamotage per i generali per sbarazzarsi della punta di diamante dell’opposizione e non correre il rischio di risultati inaspettati in sede di voto.
E così, un esile figura che riesce a spaventare i suoi nemici con la gentilezza del suo sorriso trascorrerà l’ennesimo compleanno lontana dai suoi affetti . Dalla sua famiglia, suo marito è morto di tumore qualche anno fa e non vede i figli da ormai quattordici anni, ma anche dagli amici e dai colleghi, ormai quasi tutti in carcere o in esilio.
Ma sarà in compagnia della sua straordinaria forza e al pensiero di tutti noi,
Tanti auguri Aung San Suu Kyi
Giulia menegotto
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L'associazione Casa del Cibo ci fornisce degli elementi per capire l'alimentazione contemporanea ed avere un rapporto più consapevole con il cibo.
Ci spiega cosa succede tra la terra e la tavola, con uno sguardo particolare alla cucina, quella domestica e quella popolare. Cucinare non è solo rilassante e conviviale, è un lavoro da stregoni, in grado di prevenire le malattie e di curare sia il corpo che lanima. Cosa cuciniamo e come lo facciamo esprime il nostro rapporto con l'ambiente e con gli altri.
Evento in collaborazione con il Circolo della Decrescita Felice di Roma
MARTEDI’ 16 GIUGNO ROMA
PIAZZA MONTECITORIO ORE 12:00
TUTTE E TUTTI IN PIAZZA PER L’ABRUZZO
CHIAMATA A ROMA
PER I COMITATI CITTADINI, GLI AQUILANI SULLA COSTA E NELLE TENDOPOLI, LE CITTADINE E I CITTADINI SOLIDALI CON LA NOSTRA CITTA’, SCIACALLATA E SVENDUTA.
PORTATE TENDE LEGGERE, CUSCINI E SACCHI A PELO. LA TENDOPOLI LA PORTIAMO IN PIAZZA.
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100% ricostruzione - non siamo terremotati di serie B!
Questo Parlamento deve garantirci la riparazione di tutti i danni, così come promesso nei proclami televisivi. Contributi che coprano il 100% dei danni effettivamente subiti non solo da tutte le case, ma anche dalle attività produttive, culturali, etc.. non un centesimo più non un centesimo di meno. Finanziamenti in tempi certi e a fondo perduto. Ora servono soldi non giochi di prestigio.
100% partecipazione - città e paesi li ricostruiamo noi!
La cittadinanza deve essere coinvolta in TUTTE le scelte che riguardano il presente e futuro della ricostruzione. Basta con le scelte imposte dall’alto da chi non sa nulla di noi e di cosa vogliamo!
100% trasparenza - ogni centesimo che passa deve essere reso pubblico!
Le spese e i finanziamenti, tutto deve essere rendicontato e reso pubblico in internet, entrate e uscite fino alla singola fattura cominciando proprio dalla gestione della Protezione Civile, da ora fino alla fine della ricostruzione. Vogliamo sapere a chi stanno andando i soldi veri perchè gli Aquilani ancora non vedono un centesimo!
100% dignità - fuori dalle tende!
Un piano che prevede di lasciare per mesi, al caldo dell’estate e al freddo dell’autunno (dell’inverno?) decine di migliaia di persone, più che una missione impossibile è una missione sbagliata. Bisogna subito trovare soluzioni diverse e rivedere completamente il Piano C.A.S.E. (le casette per 13-15.000 persone) che il Governo vuole tirare su senza alcun piano vero e senza avere sentito chi ci dovrà abitare.
100% di aquilani a L’Aquila - no allo spopolamento, tutti devono tornare!
A settembre tutti a scuola e nelle Università. Chi può ricominciare a produrre e lavorare deve essere sostenuto senza perdere altro tempo. Siamo qui e torneremo tutti qui, tra le montagne. Al mare e alle crociere penseremo poi..
100% riconoscenza - solidarietà ai Vigili del fuoco!
Sosteniamo con forza le richieste dei pompieri, ricordiamoci che uno di loro, il caposquadra Marco Cavagna, è morto di infarto per portarci soccorso, i vigili del fuoco sono stati gli unici veramente sempre al nostro fianco, dalla prima ora, prima osannati e presto abbandonati senza alcun riconoscimento economico per l’immenso lavoro svolto e per il rischio che corrono ancora per aiutarci.
Il sit-in e’ promosso dai comitati di cittadini nell’ambito della campagna